La prostata è una ghiandola che produce una parte del liquido seminale; è posta al di sotto della vescica, anteriormente all’intestino retto.
Il cancro della prostata è uno dei tumori più diffusi nella popolazione maschile (rappresenta circa il 15% di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo) ed è in continuo aumento per la diffusione delle pratiche diagnostiche (test del PSA, visita urologica, biopsia) e l’invecchiamento della popolazione. La malattia è infatti più comune negli ultra-50enni e la sua frequenza aumenta con l’età.
Circa la metà di tutti i tumori prostatici diagnosticati ha una prognosi e un’evoluzione favorevoli.
Per quanto riguarda i sintomi, il tumore della prostata è inizialmente asintomatico e può essere diagnosticato in seguito a visita specialistica urologica o controllo del PSA (antigene prostatico specifico, rilevabile attraverso un prelievo di sangue). Quando la massa tumorale cresce, per effetto della compressione delle strutture circostanti, compaiono sintomi urinari quali difficoltà a urinare, minzione frequente e/o dolorosa, presenza di sangue nelle urine o nello sperma, sensazione di non riuscire a svuotare completamente la vescica.
I sintomi urinari possono essere anche la spia di patologie prostatiche di tipo benigno come l’ipertrofia: sarà lo specialista urologo a valutare l’opportunità di eseguire esami di approfondimento per una diagnosi differenziale.
Oggi sono disponibili molte opzioni di trattamento per il tumore prostatico: la soluzione terapeutica più appropriata allo specifico caso dovrà essere individuata dallo specialista in base alle caratteristiche del paziente e al grado di malattia.
Tra i fattori di rischio per il tumore della prostata:
-età: il rischio aumentano sensibilmente dopo i 50 anni e circa 2 tumori su 3 vengono diagnosticati in persone con più di 65 anni;
-familiarità: il rischio di ammalarsi è doppio per chi ha un parente consanguineo con la malattia rispetto a chi ha anamnesi familiare muta;
-presenza di particolari mutazioni genetiche (BRCA1 e BRCA2);
-stili scorretti di vita: dieta ricca di grassi saturi, obesità, sedentarietà.
Non esiste una prevenzione primaria specifica per il tumore prostatico anche se risultano valide le buone abitudini a tavola (dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali, povera di grassi saturi e limitato consumo di carne rossa) associate al mantenimento del proprio peso forma e a uno stile di vita attivo.
È importante programmare regolari visite urologiche di controllo e rivolgersi al medico tempestivamente nel caso di insorgenza di disturbi urinari.