

Ogni anno Fondazione Onda ETS organizza delle attività rivolte al pubblico per sensibilizzare a aiutare le donne vittime di violenza. Per farlo organizza una settimana di servizi gratuiti (H) Open Week attivando la rete di ospedali con il BollinoRosa presenti sul territorio nazionale per offrire sostegno psicologico, consulenze, eventi in presenza o a distanza e altri servizi gratuiti alle donne. Questa iniziativa ha previsto anche una fase di sensibilizzazione sul tema attraverso una campagna di awareness durante la quale, quest’anno, come l’anno scorso è stato coinvolto il pubblico in un’attività creativa con l’invito a prendere parte a un concorso aperto a tutti per disegnare le diseguaglianze di genere nella quotidianità.
Il primo passo del progetto ha previsto la diffusione di un’indagine per indagare le reazioni generate dalle discriminazioni di genere che spesso restano inespresse, ma che generano un forte eco all’interno di chi le prova. Nella nostra indagine, condotta insieme a Elma Research s.r.l, abbiamo indagato le reazioni generate dalle discriminazioni che spesso restano inespresse, ma che generano un forte eco all’interno di chi le prova. I dati emersi dalla survey serviranno per elaborare i temi della serata di disegno che svolgeremo a Milano e per lanciare la OPEN CALL. I risultati completi dell’indagine saranno disponibili sulla pagina dedicata a partire dal 18 novembre 2025.
Quest’anno il progetto contro la violenza sulle donne di Fondazione Onda ETS, si è arricchito del contributo creativo di chi ha preso parte alla OPEN CALL “DISEGNI DI SVOLTA” pensata per trovare il volto della campagna di sensibilizzazione e di promozione della settimana (H) Open Week di servizi gratuiti negli ospedali con il BollinoRosa che si è tenuta dal 21 al 27 novembre 2025. Il concorso nasce in collaborazione con il collettivo Illustration Ladies Milano che punta a creare un network creativo attraverso degli appuntamenti serali tra artiste, sul territorio di Milano.
Con questa attività abbiamo chiesto di creare un “DISEGNO DI SVOLTA” un’immagine che aiuti a sensibilizzare il pubblico sul tema e che rappresenta un punto di vista unico: quello dei partecipanti! Prendere parte al contest significa mettere in gioco la propria creatività per raccontare la propria storia e innescare un cambiamento verso l’eguaglianza.

Desideriamo così portare alla luce, con il linguaggio dell’arte, le reazioni ai momenti e le situazioni in cui il genere impatta nella quotidianità e si riflette in una discriminazione, raccontando un finale diverso per tutti quegli episodi in cui si vorrebbe reagire in modo diverso.
Siamo felici di annunciare l’immagine vincitrice della #opencall DISEGNI DI SVOLTA con l’opera di Stefano Dorigo. Un disegno che porta un messaggio di denuncia di un potenziale inespresso, ma anche di lotta nel proseguire con coraggio verso i propri obiettivi! Questa donna aviatrice è pronta a spiccare il volo e siamo sicuri che, nonostante tutto, proseguirà sulla propria strada!
“Una donna aviatrice è pronta a spiccare il volo, ma la sua ala destra è totalmente fuori uso. A fronte di un potenziale ancora inespresso, lo squarcio diventa emblema di limitazione, ostacolo e stigma.”
Stefano Dorigo

Annunciamo anche le 10 menzioni speciali che abbiamo selezionato a parimerito e che faranno parte della nostra campagna, con le opere di:
Claudia Isoardi
Ho elaborato una risposta visiva ad una micro-aggressione quotidiana: il “manspreading”, gesto comune nei mezzi pubblici in cui alcuni uomini occupano più spazio del necessario, costringendo chi è accanto, quasi sempre una donna, a ridursi, contenersi, non disturbare. È una forma di dominanza silenziosa, un atto di potere che esclude. La donna che ho rappresentato non si ritrae ma occupa lo spazio che troppo spesso le viene negato. Con il suo corpo afferma un diritto fondamentale: occupare spazio, resistere, esistere.

Alessia Lucarelli
Un vuoto paralizzante, un dolore che divora all’interno. Lo specchio riflette il senso di colpa, le parole soffocate, i gesti trattenuti, la rabbia repressa. Ciò che era distruttivo si trasforma in energia viva, rinasce e si libera. La frustrazione lascia spazio all’introspezione, il dolore diventa possibilità.
Un invito a riflettere sul potere della consapevolezza: un nuovo inizio contro la discriminazione e la violenza di genere.
Perché le ferite restano parte della nostra storia ma non ci definiranno mai.

Damiano Baldini
Se esiste una cosa che quotidianamente vorrei cambiare è il gioco di potere attuati dagli UOMINI sul posto di lavoro, di cui
parlo ogni giorno con mia madre, vittima stessa di questo comportamento che non le permettere di ottenere ciò che merita. È proprio loro che vorrei cambiare quando sento i suoi racconti. Tramite la gentilezza e le parole, vorrei poter avere il carisma e la forza di farlo, fargli capire e accettare che l’uguaglianza sul lavoro non è qualcosa per cui bisognerebbe combattere, ma che dovrebbe esistere, sempre, senza alcun dubbio e discussione.

Giulia Buratti
“Il cambiamento parte dalle nostre scelte” “Il volto femminile in primo piano fa capire che stiamo parlando della figura della donna e la sua espressione corrucciata richiama la rabbia di fronte alla violenza di genere. Esso fa da guscio alle azioni che, per me, sono necessarie per contrastarla: all’interno di un corteo composto da uomini, donne e bambini che alzano fieri cartelli di pace e di parità di genere, ho evidenziato delle macro scene che rappresentano alcune azioni concrete che si dovrebbero fare: fermare un abuso in corso, fare una segnalazione alle forze dell’ordine, insegnare l’amore paritario ai propri figli, far sentire la propria voce. La fascia intorno alla testa della ragazza è ispirata a quelle dei karateti giapponesi e vuole rappresentare la determinazione verso i propri obiettivi. Ho scelto la rabbia come emozione predominante perché, oltre ad essere quella che esplode in me di fronte alle ingiustizie, è quella che rappresenta il preludio di un momento di svolta e di ribellione. Essa non sfocia nella violenza ma anzi, è un cammino che insegna l’amore per se stessi e verso il prossimo.”

Lorenzo Caporale
L’ho vista svanire poco a poco. Le lacrime le portavano via il volto, il trucco colava insieme alla dignità. Non riuscivo a dire nulla. Avrei voluto dirle “mi dispiace”, ma non mi uscivano le parole. Così ho fatto
l’unica cosa che potevo: ho alzato la mano e gliel’ho poggiata sul viso. Le ho ridato un occhio. Non tutto, ma qualcosa. Era il mio modo per dirle che c’ero, che la vedevo. Lei ha sorriso, anche senza bocca. Non so se fosse la cosa giusta da fare. Ma in quel momento l’ho sentita tornare, almeno un po’. E io ero lì.

Chiara Zilioli
Diverse generazioni, diverse realtà, stessa lotta: le protagoniste camminano insieme verso l’obiettivo comune, la libertà.

Nicole Pattaro
Le caratteristiche del salice piangente, unite alle leggende che lo collegano a divinità femminili, lo rendono un simbolo di dolore, resilienza e vitalità. I suoi rami si piegano come lacrime fino a terra, eppure non si spezzano, custodendo una sofferenza silenziosa. Sul suo tronco compaiono promesse d’amore che si rivelano ferite. Molti passano senza capirle, incapaci di vederne la natura violenta e scambiandole addirittura per segni romantici.
A un certo punto, però, qualcuno finalmente si ferma, ne comprende la verità e sceglie di curare, non di possedere. È allora che la donna riconosce un amore vero, sano e rispettoso

Gianluca Sturmann
L’immagine vuole restituire una riflessione visiva di quel muro di emozioni negative che si innalza quando siamo testimoni di discriminazione e violenza di genere, muro che ci rende impotenti e che diventa ostacolo nel riuscire a connetterci con la persona che ha subito. La decostruzione di quel muro e il suo abbattimento ci rendono persone capaci e preparate nel riconoscere momenti e modalità di intervento. La svolta è riuscire non solo a buttare giù quel muro, ma attraversarlo e andare dall’altra parte per avvicinarci all’altra persona e poterci rivelare a lei come sostegno e presenza da cui poter ricevere aiuto e assistenza.

Letizia Battisti
Attraverso il mio lavoro ho voluto rappresentare una reazione che può sembrare semplice, ma che in realtà non è così scontata quando si tratta di discriminazione di genere, cioè alzare la testa e parlare.
La protagonista della mia illustrazione affronta un faticoso viaggio in salita pieno di insidie e ostacoli che tendono a trascinarla giù, ma lei non si dà per vinta e tira fuori tutta la sua forza e la sua voce grazie che la libera e la salva da quello che invece vuole schiacciarla e farla tacere.

Giulia Rosa
Per la mia proposta, ho esplorato il tipo di emozioni provate dentro di me (in quanto persona queer) durante un’ingiustizia, una discriminazione o ancora peggio (ahimè) una molestia. E sicuramente il sentimento più potente che ho provato e che provo tuttora è la rabbia. Dunque la mia illustrazione rappresenta l’azione di urlare, impugnando un microfono per agire e rompere il silenzio, alzando anche una mano in segno di STOP!
Grazie a tutt* coloro che si sono messi alla prova in questa sfida dimostrando una sensibilità e un’attenzione straordinaria verso questa tematica.
Ciascun* di voi ha condiviso, tramite la propria opera dei messaggi importanti che ci auguriamo possano spingere a una SVOLTA verso un futuro più equo.

Il 18 giugno 2025 abbiamo organizzato un evento speciale a Milano per parlare di discriminazioni di genere e disegnare insieme il cambiamento. Durante la Drawing Night condotta da @illustrationladies_milano abbiamo deciso di parlare di discriminazioni e violenze di genere sotto un nuovo punto di vista che vede l’azione e la reazione come protagoniste di un cambiamento, per questo abbiamo proposto la creazione di Totem, degli oggetti evocativi, rappresentativi e metaforici, che si sono intrecciati alle vostre storie personali dando vita a delle opere cariche di significato. Creando questo spazio di condivisione di idee, esperienze e spunti di riflessione ci auguriamo di aver innescato una piccola “SVOLTA” verso un futuro più equo.
In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), Fondazione Onda ETS organizza la 5a edizione dell’(H) Open week nella settimana dal 21 al 27 novembre 2025: attraverso gli ospedali con il Bollino Rosa che hanno al loro interno percorsi dedicati e i Centri antiviolenza che prenderanno parte all’iniziativa saranno offerti gratuitamente servizi clinici e informativi, consulenze e colloqui.
Obiettivo di questa settimana è incoraggiare le donne vittime di violenza a rompere il silenzio e avvicinarle alla rete di servizi antiviolenza che può offrire percorsi di accoglienza protetta, progetti di continuità assistenziale e di sostegno, fornendo strumenti concreti e indirizzi a cui rivolgersi per chiedere aiuto.
Dal 24 al 28 novembre 2025 sarà reso disponibile un servizio di consulenza telefonica in ambito legale e psicologico, i dettagli verranno diffusi attraverso la rete del Bollino RosaVerde.
Dal 25 novembre al 5 dicembre 2025, l’Atrio didattico dell’Università Statale di Milano ospita la mostra “DISEGNI DI SVOLTA”. Un appuntamento aperto a tutti per conoscere da vicino il progetto di Fondazione Onda ETS che mette al centro la creatività come strumento di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne.
La mostra espone i disegni selezionati dal concorso “Disegni di Svolta” realizzato con il collettivo Illustration Ladies Milano: un invito rivolto ad artisti e creativi per rappresentare, attraverso il disegno, un momento di cambiamento, consapevolezza e forza.
DISEGNI DI SVOLTA porta alla luce, con il linguaggio dell’arte, le reazioni ai momenti e alle situazioni in cui il genere impatta nella quotidianità e si riflette in una discriminazione, raccontando un finale diverso per tutti quegli episodi in cui si vorrebbe reagire in modo diverso. Creando questo spazio di condivisione di idee, esperienze e spunti di riflessione ci auguriamo di aver contribuito a innescare una piccola “SVOLTA” verso un futuro più equo.

