

Il dolore femminile è ancora troppo spesso minimizzato, nonostante le evidenze scientifiche. Una ricerca su oltre 6 milioni di persone conferma differenze significative nella percezione del dolore tra uomini e donne. Nicoletta Orthmann, direttrice medico-scientifica di Fondazione Onda ETS, richiama l’attenzione sulla necessità di una medicina più attenta alle differenze di genere.
Il gender pain gap, ovvero il divario di genere nella percezione e nella gestione del dolore, è un fenomeno che riguarda sia le differenze biologiche tra uomini e donne sia il modo in cui la sofferenza femminile viene riconosciuta e trattata dal sistema sanitario.
Per molto tempo, il dolore delle donne è stato associato a una maggiore emotività o considerato una condizione da sopportare, soprattutto quando si manifesta durante le mestruazioni o in presenza di disturbi ginecologici. Oggi, però, le evidenze scientifiche invitano a superare questi stereotipi e a riconoscere il dolore femminile come un tema rilevante per la salute pubblica.
A riportare l’attenzione sull’argomento è anche l’articolo «Gender pain gap: perché le donne sentono più dolore (e no, non è un’opinione)», pubblicato da Donna Moderna il 23 ottobre 2026, a firma di Eleonora Lorusso con le dichiarazioni di Nicoletta Orthmann, direttrice medico-scientifica di Fondazione Onda ETS.