La Libreria della Scienza


La Libreria della Scienza è uno spazio digitale dedicato alla condivisione del sapere scientifico e medico, ideato per valorizzare il lavoro di specialisti del settore sanitario, medici, ricercatori e professionisti della salute. Qui la conoscenza prende voce e forma attraverso video, presentazioni e contributi multimediali che raccontano libri, pubblicazioni scientifiche e progetti editoriali realizzati direttamente dagli autori.
Questo ambiente nasce con l’obiettivo di rendere più accessibile il sapere, favorendo il dialogo tra chi produce ricerca e chi desidera comprenderla, approfondirla o applicarla nella pratica clinica e nella vita quotidiana. Ogni contributo offre uno sguardo diretto sul percorso scientifico dell’autore: dalle motivazioni che hanno dato origine all’opera, ai temi chiave trattati, fino alle possibili ricadute cliniche, sociali o culturali.
La Libreria della Scienza non è solo un archivio di contenuti, ma una comunità viva di confronto e aggiornamento continuo, in cui l’esperienza professionale incontra la divulgazione di qualità. Un luogo in cui la scienza si racconta in prima persona, con rigore, passione e responsabilità, promuovendo una cultura della salute basata su evidenze, competenze e condivisione.
La menopausa rappresenta una fase fisiologica e naturale nella vita di ogni donna. Sebbene possa portare con sé alcuni cambiamenti, non deve necessariamente rappresentare un ostacolo.
Fondazione Onda ETS ha collaborato con un gruppo di lavoro che ha promosso una survey per esplorare e comprendere meglio le aspettative, i bisogni e i desideri delle donne in menopausa. I risultati della survey sono presentati e discussi nell’articolo “Knowledge of menopause-associated symptoms and non-hormonal strategies: an Italian survey on social media platforms” pubblicato su Post Reproductive Health
Quanto costa il tempo è il racconto di un viaggio dell’autrice, Catrin Simeth, Dirigente Medico, SC Gastroenterologia, Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina, nello spazio e nel tempo. La voce narrante torna assieme alla sorella nel luogo che ha dato i natali a entrambe e che si rivela un inedito palcoscenico in cui si mescolano ricordi personali e narrazioni che riguardano altri protagonisti delle vicende storiche e umane di un piccolo villaggio della Baviera prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale. Vertiginosi flash back evocano fantasmi di un tempo che rimane e che ha un suo costo personale e collettivo non ancora del tutto saldato. Ne nasce un’eredità sentimentale, nella sua accezione forte, e di memoria, che l’autrice ha voluto dedicare ai suoi figli. «Mia nonna aveva una fantasia incredibile, che, assieme alla sua patologica pulsione a dire bugie, ne faceva una narratrice straordinaria», dice la voce narrante nelle prime pagine. Per maggiori informazioni visita il sito della casa editrice.
La presenza delle donne nella ricerca biomedica è cresciuta significativamente negli ultimi decenni, ma il raggiungimento di posizioni apicali continua a essere condizionato da barriere culturali, organizzative e sociali.
Lo studio “Challenges and barriers to women’s leadership in medical research and how to prevent and overcome them”, coordinato da Adriana Albini insieme alla Prof.ssa Sonia Levi e al gruppo di ricercatrici del Club Top Italian Women Scientists (TIWS), pubblicato sull’European Journal of Cancer Prevention e disponibile in PubMed, analizza per la prima volta in modo strutturato l’esperienza delle ricercatrici italiane ai massimi livelli della produzione scientifica. Lo studio fa seguito all’indagine metodologica di Elma Research, promossa da Fondazione Onda ETS.
La ricerca è stata condotta nell’ambito del Club Top Italian Women Scientists (TIWS) di Fondazione Onda ETS, che riunisce scienziate italiane con un elevato impatto nella ricerca biomedica, e ha coinvolto un gruppo di ricercatrici con h-index ≥60.
I risultati mostrano un dato significativo: anche tra le scienziate più riconosciute a livello internazionale persistono difficoltà legate al genere. Il 90% delle partecipanti ha dichiarato di aver vissuto almeno un ostacolo di genere nel proprio percorso professionale e la stessa percentuale ha riportato difficoltà nel conciliare carriera scientifica e vita privata. Solo una minoranza considera raggiunto un adeguato livello di parità nella ricerca medica.
Lo studio evidenzia come gli ostacoli non siano legati alla mancanza di competenze o capacità, ma a fattori sistemici che possono influenzare opportunità di crescita, accesso ai ruoli decisionali e possibilità di sviluppare pienamente il proprio potenziale.
Tra le soluzioni proposte emergono la promozione di ambienti di lavoro più inclusivi, una maggiore rappresentanza femminile nei ruoli di leadership, politiche di flessibilità organizzativa, mentoring e programmi dedicati allo sviluppo della carriera.
La ricerca offre quindi un contributo importante al dibattito sulla parità di genere nella scienza: valorizzare il talento femminile significa non solo garantire maggiore equità, ma anche rafforzare la qualità e l’innovazione della ricerca.
Leggi lo studio:
Challenges and barriers to women’s leadership in medical research and how to prevent and overcome them- European Journal of Cancer Prevention – 2026 https://www.ovid.com/jnls/eurjcancerprev/fulltext/10.1097/cej.0000000000001031~challenges-and-barriers-to-womens-leadership-in-medical
